Il racconto é parte del mio ultimo libro, Racconti e storie briose, recentemente pubblicato, che riunisce nuovi racconti per i quali i lettori hanno mostrato particolare gradimento una volta postati su WordPress, Facebook, Linkedin, Pinterest e Tumblr.

Racconti e storie briose si può acquistare presso Amazon e le librerie online e fisiche di Mondadori, Hoepli, Feltrinelli, ibs.it anche in formato eBook. Una volta cliccato sul link con una delle librerie, inserite in “cerca” Edoardo Noseda e troverete tutti i libri da me pubblicati. Buona lettura.
Coincidenze favorevoli
Adriana e Guido, sposati da sette anni, vivevano nel centro di Milano, in via Bellini, con due bimbi piccoli, Giulia di cinque e Marco di tre anni. Lui, quarantatreenne, avvocato penalista presso un noto studio legale, appassionato di golf e libri antichi. Lei, quarantenne, specializzata in medicina d’urgenza, medico al Pronto Soccorso del Policlinico, distante un paio di chilometri da casa.
La mattina di un venerdì di maggio, Angelica era uscita molto presto per arrivare in tempo al cambio di turno delle 6.00. Guido aveva scelto di lavorare da casa perché voleva concentrarsi su un caso difficile in vista dell’udienza preliminare fissata per il giovedì successivo. Aveva scelto di studiare il caso nella tranquillità della casa, con i figli all’asilo, piuttosto che allo studio legale, dove i colleghi chiedevano frequentemente la sua opinione e l’assistente, a tutti i costi, voleva passargli telefonate di clienti in situazioni critiche.
Quella mattina si alzò alle 6.30 perché voleva accompagnare Giulia e Marco all’asilo di via Corridoni, raggiungibile da casa a piedi in cinque minuti. Uscì con i bimbi dieci minuti prima delle otto, dopo avere fatto colazione con loro, preparata da Maria, la domestica romena cinquantenne, ex infermiera, che viveva in casa da quando era nata Giulia. Rientrato, si mise nello studio ad esaminare al computer la documentazione che l’assistente aveva diligentemente scansionato e riunito in una directory. Ormai l’uso dei faldoni si poteva dire superato, almeno per l’esame e lo studio delle pratiche, perché i documenti venivano scansionati e salvati digitalmente in PDF leggibili a video e stampabili. A metà mattina andò in cucina a bere un Nespresso. La preparazione del caffè era un’operazione semplice che eseguì da solo senza chiedere l’intervento di Maria, impegnata nelle faccende domestiche. Ritornato alla scrivania, non appena seduto, sentì un dolore forte al braccio sinistro, come si gonfiasse e pizzicasse, seguito da una acuta oppressione allo sterno. Ebbe appena il tempo di pensare a un infarto, poi perse conoscenza cadendo riverso sulla tastiera del computer. Maria, preoccupata dal tonfo causato dall’impatto, seguito da una ventina di minuti di silenzio totale, si affacciò alla porta dello studio e lo vide esamine, riverso sulla scrivania. Si avvicinò e, compresa la situazione, memore della precedente professione, chiamò immediatamente il 112 dopo essersi accertata che fosse ancora vivo.
I soccorsi giunsero in pochi minuti, non appena Guido, assistito da Maria, aveva ripreso conoscenza. A seguito di un rapido controllo e di una endovenosa somministrata dal medico, fu trasportato con urgenza al Pronto Soccorso del Policlinico dove, in codice rosso, fu posto nella Emergency room per essere stabilizzato. È lì che Angelica lo trovò, chiamata urgentemente da una collega che aveva riconosciuto Guido, incontrato con Angelica un mese prima a un aperitivo. Fu un duro colpo trovare il marito in quelle condizioni. Guido non aveva mai accusato problemi cardiaci: gli ultimi controlli, eseguiti un mese prima durante il check-up biennale, avevano dato esito negativo. Stava bene. E ora? Angelica fece tutto il possibile per evitare che l’infarto fosse fatale. Riuscì a stabilizzarlo in breve tempo usando con amore e decisione l’esperienza e la pratica acquisita in molti anni di Pronto Soccorso.
Il giorno seguente Guido fu sottoposto ad angioplastica per eliminare l’ostruzione alle coronarie, poi ricoverato per quattro giorni in terapia intensiva. Si riprese bene, passò alla degenza e dopo una settimana fece ritorno a casa. Una serie di coincidenze favorevoli gli aveva salvato la vita.