La festa di primavera


Ho chiesto a ChatGPT di scrivere un racconto infiorandolo con diversi strafalcioni, corbellerie e castronerie tratte dal libro 500 castronerie e freddure scritto da me e mio fratello Marco. Di seguito riporto l’elenco degli strafalcioni, corbellerie e castronerie che ho fornito e il racconto scritto da ChatGPT intitolato La festa di primavera, con piccoli ritocchi formali da me introdotti.

Castronerie plus

• I soliti “imbrogli” elettorali

• Persona intelligente ma senza “ispirazioni”

• Un segno “primoveggente”

• Bellissimo vaso per “banzai”

• Per un contatto le lascio il mio “reperimento”

• È rimasta “basista”, senza parole

• Un “poderoso” volume

• Ha la “dissenteria”. Non è mai d’accordo

• Si allena remando con il “navigatore”

• Un orologio “amalogico”

• La “banchina” di ghiaccio

• Conservare lo “statu quod”

• Accusarlo senza prove “irrefrenabili”

• La maionese è molto “calorifica”

• I dintorni “degradanti” della Stazione Centrale

• L’orchestra “fisarmonica” di Berlino

• Vivere l’attimo “sfuggente”

• La “grandinata” del Campidoglio

• Hanno concesso il permesso di “crivellare” il petrolio

• È una povera “paritetica”, da marciapiede

• “Inalfabeti” di ritorno

• Immunità di “mandria”

• Qui si impone di serrare “i fili”

• Ex malo “bonus”

• È un campione di “blackdamon”

• Informato a “380”gradi

• Un atteggiamento “derimente”

• Un povero “mantecato”

• Salmone affumicato con crostini di pan “cartér”

• Ripristinare il pavimento originale “esportando” il parquet /30

• I “riti ciccardiani”

• Il fu Mattia “Bazar”

• Essere più di “qua che di là”

• Un nesso “casuale”

• Essere in mezzo al “guano”

• Che affollamento! Quanti “campanelli”!

• La “selvietta” è sporca 

• Un potente “bioadesivo”

• Ma fammi un “piecere”!

• La staffetta con i “pedofori”

• La nave si è “arenata” a 20 metri di profondità (Freddure)

• Ho trovato questa scrivania alla “Marlene Geren”

• Mio padre ha una memoria “fotogenica”

• È stato “prescritto”. Ha dovuto lasciare il paese.

• La legge del “contrappeso”

• Immaginario “complessivo”

• I “racchetta-palle” del tennis

• Un vaccino con RNA “passeggero”

• L’antitrust ha “arrogato” una sanzione dì 50 milioni dì €

• Giulio è sempre la “capra espiatoria”

• Quelle scarpe costano un “fracazzo” dì soldi

• Scherzi da “cardiopalma”

• Il cotone “termostatico”

• Si è “schermito” dei complimenti 

• La “transazione” ambientale

• Voglio “lanciare” una lancia in favore di Luigi

• L’operazione della “cateratta”

• Le “cataratte” di Iguazu in Brasile e Argentina 

• Ambasciatore non porta “penna”

• Andare a “tendoni” nel buio

• Ibiza, isola delle “Balneari”

• Essere tra “Sicilia” e Cariddi

• Il know “out”

• È un free “dance”. Lavora com’è consulente

• Essere sul letto di “Locuste”

• Hanno “razionalizzato” l’acqua 

• Avere la ragionevole “speranza”

• Un filtro a carboni “attivati”

• Sa risolvere le equazioni “sequenziali”

• Si è rotto le “gingive”

• I punti “chiavi”

• L’assemblea è in “corsa” da due ore

• Lavori impossibili e “immaginari”

• Il ragno fa parte della famiglia degli “arachidi”

• Un lavoratore assiduo, “perticace”

• Lo “spartito” dello smoking

• Una grattugia con il manico di “malachite”

• Il patto fu “sigillato” con una stretta di mano

• Molto bravo, “Sciampó”

• Gol da “iscrivere” tra i migliori del torneo

• La “disanima”

• Alluce “vago”

• È una brava persona. “Gli” metterei la mano sul fuoco

La festa di primavera

Personaggi

Anselmo Rinaldi – Professore in pensione, persona intelligente ma senza “ispirazioni”, presidente del Comitato.

Giulio Bassi – Tesoriere e segretario del comitato, lavoratore assiduo, “perticace”, spesso “capra espiatoria”.

Luigi Roversi – Ex campione di “Blackdamon”, con memoria “fotogenica”.

Signora Brambilla – Vicina pragmatica, allergica alle sciocchezze.

L’assemblea era in “corsa” da due ore quando il professor Anselmo Rinaldi, dopo una lunga “disanima”, si alzò in piedi con solennità.

«Qui si impone di serrare “i fili” e conservare lo “statu quod”».

Giulio annotò tutto nel “poderoso” volume dei verbali, senza chiedersi il nesso “casuale” tra fili e statu quod. Era un uomo “perticace”: scriveva e basta. In fondo, il professore era una brava persona; “gli” avrebbe messo la mano sul fuoco, anche se ogni tanto sembrava essere più di “qua che di là”.

La signora Brambilla rimase “basista”, senza parole.

Il problema non erano i sospetti “imbrogli” elettorali del Consiglio di Quartiere, né la “transazione” ambientale, né l’acqua che avevano “razionalizzato”. Il vero nodo era la Festa di Primavera.

Il professore, informato a “380” gradi, aveva un progetto.

«Ho trovato una scrivania alla “Marlene Geren” per il banco iscrizioni. Poi metteremo un bellissimo vaso per “banzai”. Un simbolo dell’immaginario “complessivo” del quartiere. E proporrei anche un breve intervento sui riti “ciccardiani”, per elevare il livello culturale».

«Professore,» intervenne la Brambilla, «i punti “chiavi” sono altri. La gente vuole mangiare».

«Naturalmente! Salmone affumicato con crostini di pan “cartér”. Ma senza maionese: è molto “calorifica”. E acqua depurata con filtro a carboni “attivati”. Immunità di “mandria”, signori miei».

Giulio tossì. Soffriva di “dissenteria”: non era mai d’accordo.

«E l’orchestra?».

«Non avremo l’orchestra “fisarmonica” di Berlino!» rispose Anselmo, un po’ offeso. «Ma un quartetto jazz. Ho avuto un segno “primoveggente”. Sarà un successo, da “iscrivere” al Comitato».

Luigi con la sua memoria “fotogenica”, alzò un dito: «Il Comune non ammette che si faccia musica all’aperto dopo le 11.00 di sera. Ha già “arrogato” una sanzione per molto meno».

«Non possono accusarci senza prove “irrefrenabili”!» ribatté il professore. E poi voglio “lanciare” una lancia in favore della cultura».

«Ma mi faccia il “piecere”,» sospirò la Brambilla. «Siamo nei dintorni “degradanti” della Stazione Centrale, non a Ibiza, nelle “Balneari”. Non possiamo spendere un “fracazzo” di soldi».

Proprio in quel momento si udì un tonfo nel cortile. I volontari stavano fissando il palco con un potente “bioadesivo”. La struttura cedette di lato, come una nave che si è “arenata a venti metri di profondità”.

Silenzio.

Giulio guardò giù. «Siamo in mezzo al “guano”».

Per la prima volta, Anselmo non parlò della legge del “contrappeso”, né delle equazioni “sequenziali”, né del know “out” organizzativo del Comitato. Si sedette lentamente.

«Forse stiamo andando a “tendoni” nel buio».

La Brambilla annuì. «Facciamo cose semplici. Due tavoli. Panini. Niente vaso per banzai. Niente orchestra di Berlino. Viviamo l’attimo “sfuggente”, ma con i piedi per terra».

«E niente lavori impossibili e “immaginari”» aggiunse Luigi.

Il patto fu “sigillato” con una stretta di mano.

La Festa si fece davvero. Niente salmone, niente riti “ciccardiani”, niente “disanime” sullo “statu quod”. Solo panini, bambini urlanti, qualche scherzo da “cardiopalma” e una grattugia con il manico di “malachite” vinta alla lotteria.

Per una volta, Giulio non fu la “capra espiatoria”.

Anselmo, osservando il cortile pieno, mormorò tra sé: «Ex malo “bonus“. Dopo tante chiacchiere inutili una bella festa».

E la signora Brambilla, sistemando una “selvietta” sporca sul tavolo, concluse: «Professore, molto bene. “Sciampó”».

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