Il racconto fa parte del libro “Racconti e storie briosi”. Quaranta racconti e storie briosi nei quali le donne sono protagoniste, costruiti mixando fatti reali e immaginari, trasposti in tempi e/o luoghi diversi con personaggi reali e di fantasia. I racconti e le storie hanno una base di verità originale derivata da esperienze personali, di amici e conoscenti e da fatti di cronaca.

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Dal Podologo (Loredana)
Nel centro della città, non lontano dal palazzo dove abitava, c’era un Centro di podologia, branca della medicina tradizionale che si occupa di prevenzione, diagnosi e terapia dei problemi alle caviglie e ai piedi. Da tempo Arnaldo aveva un piccolo callo fastidioso alla pianta di un piede e, dietro insistenza della moglie, aveva fissato un appuntamento presso il Centro.
«Buongiorno».
«Buongiorno signore», rispose la signorina dell’accettazione.
«Ho un appuntamento per un piccolo callo alla pianta del piede sinistro in corrispondenza dell’appoggio anteriore esterno», precisò Arnaldo con grande dettaglio anche allo scopo di mostrare competenza in materia.
«Si accomodi. La dottoressa Loredana Torretta la riceverà tra qualche minuto».
Dopo una breve attesa comparve la dottoressa, una ragazza sui quarant’anni, molto carina.
«Buongiorno dottoressa».
«Buongiorno a lei. É già stata qui da noi?».
«No, è la prima volta. Sono venuto su indicazione di mia cugina Alessandra Mondelli, vostra cliente abituale».
«Conosciamo bene la signora Mondelli, nostra paziente. La prego di togliere le calze. Vorrei esaminare entrambi i piedi. Prego, si segga», e indicò una poltrona con due poggia-gambe.
«Mi dicevano di un piccolo callo. Dove esattamente?».
«Alla sinistra della pianta del piede sinistro. Proprio lì», indicò Arnaldo.
La dottoressa prese delicatamente il piede e lo esaminò con cura. «È piccola cosa. Le fa male?».
«Non proprio, ma mi dà fastidio».
Prese un arnese di metallo, simile allo scovolino dei dentisti, ed iniziò ad armeggiare delicatamente nel punto indicato.
«Le faccio male?».
«No, proprio per nulla».
«Ecco fatto».
Dopo un minuto, l’operazione era terminata con successo. Passò un disinfettante e mise un piccolo cerotto.
«Tutto qui, non lo tocchi e per un paio di giorni eviti di bagnarlo».
«Va bene, grazie mille».
A tutta risposta la dottoressa si mise ad accarezzare il piede.
«Lei sa che ha piedi bellissimi. Non è facile trovare piedi perfetti come i suoi. Complimenti!».
Un po’ imbarazzato, tanto per rispondere qualcosa, Arnaldo replicò: «Pensi che mia cugina dice che i miei piedi sono come quelli delle statue e dei dipinti sacri, senza anima».
«La signora Mondelli? Mi spiace che sua cugina la pensi così. Proprio lei che ha piedi oserei dire ordinari, con alluci valghi e dita a martello. Non glielo dica, ma i piedi di sua cugina non sono comparabili con i suoi, anzi ne sono l’antitesi».
Sorpreso da tanto ardore non seppe rispondere. La dottoressa continuava ad accarezzare il piede e, addirittura, con suo grande disagio, pareva lo sfiorasse con le labbra. Dopo qualche istante di grandissimo imbarazzo Arnaldo lo ritrasse delicatamente e, mentre si rimetteva le calze, ringraziò la dottoressa per l’asportazione del callo e per la manifestazione di grande devozione per i suoi piedi. Ora sapeva di avere piedi di tutto rispetto.
«Siamo qui, qualora avesse bisogno di noi», lo congedò la dottoressa.
«Grazie ancora dottoressa e buona serata».