Olfatto straordinario (Elvira)


Il racconto fa parte del libro “Racconti e storie briosi”. Quaranta racconti e storie briosi nei quali le donne sono protagoniste, costruiti mixando fatti reali e immaginari, trasposti in tempi e/o luoghi diversi con personaggi reali e di fantasia. I racconti e le storie hanno una base di verità originale derivata da esperienze personali, di amici e conoscenti e da fatti di cronaca.

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Racconti e scritti briosi si può acquistare presso Amazon e le librerie online e fisiche di Mondadori, Hoepli, Feltrinelli, ibs.it anche in formato eBook. Una volta cliccato sul link con una delle librerie, inserite in “cerca” Edoardo Noseda e troverete tutti i libri da me pubblicati. Buona lettura.

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Olfatto straordinario (Elvira)

Una mattina, al risveglio, Elvira percepì il profumo del marito che, mattiniero, aveva lasciato il letto prima di lei. Uscendo dalla camera colse istantaneamente l’invitante aroma di caffè che proveniva dalla cucina. Lì, durante la colazione, riuscì a percepire sia il profumo della papaya sia l’odore leggermente nauseante della spazzatura riposta nello stipetto sotto il lavandino. 

Quella mattina, gli odori, profumi e puzze che fossero, le parevano amplificati. Uscita di casa per andare in ufficio, l’odore che impregnava l’ascensore la infastidì al tal punto da farle prendere le scale, nonostante abitassero al quinto piano. Riuscì a malapena a sopportare l’odore di stantio che proveniva dalla portineria, provò disgusto per l’acre puzza di pipì lasciata dai cani sui muri degli edifici e avvertì con disagio l’olezzo di fiori appassiti che regnava sulla metropolitana. 

Si ricordò dei tempi dell’università e di Jean Romoli, un ragazzo egiziano conosciuto in un pensionato per studenti dove, essendo fuori sede, era alloggiata per soddisfare la volontà del padre. Entrata la prima volta in camera sua aveva sentito un forte odore di selvaggina. Sorpresa, con cautela glielo aveva commentato e Jean aveva risposto: «Tutti abbiamo un odore che gli altri possono sentire. Per noi, ad esempio, voi odorate di cadavere, di carne in decomposizione!». Molto turbata dalla risposta. da allora aveva preso a fare la doccia ogni giorno e usare sistematicamente il deodorante. 

Quel giorno, al lavoro, seduta alla scrivania nell’open space, riusciva a cogliere il profumo e l’odore dei colleghi che le passavano accanto o si fermavamo a scambiare quattro chiacchiere. Non le piacque assolutamente l’odore dolciastro che regnava nell’ufficio del capo, nonostante si profumasse copiosamente. Dopo pranzo, l’aria dell’open space le parve sapesse di un mix di mela, mandarino, banana, prosciutto e formaggio. Nel tardo pomeriggio, uscita dall’ufficio, si fermò con due colleghi per un aperitivo al bar preferito. Seduta al bancone, percepì immediatamente il profumo delle patatine e delle olive e, ad occhi chiusi, poté distinguere senza esitazione gli ingredienti di ciascuno dei canapè. 

Elvira si rese conto di possedere un olfatto speciale perché riusciva a percepire profumi e odori con sfumature mai colte prima. Una sensazione straordinaria, come se il suo olfatto fosse diventato una sorta di superpotere. Iniziò a sperimentare l’olfatto in modi sempre più sorprendenti. Camminando per il parco, riusciva a cogliere gli odori della natura ed era in grado di distinguere i vari tipi di fiori e piante, riconoscendo le sfumature aromatiche. Nel tempo libero iniziò a visitare profumerie, laboratori di profumi e orti botanici, cercando di apprendere tutto sulle diverse fragranze. Si immerse nella cultura dei profumi e imparò a combinare le diverse note aromatiche per creare profumi unici.

Il suo olfatto straordinario non si limitò al solo mondo delle fragranze. Elvira scoprì che riusciva a percepire le emozioni degli altri attraverso gli odori che emanavano. Era come se le persone avessero un proprio profumo, un’essenza che traduceva le loro personalità e le emozioni interiori. Questa sorprendente capacità le aprì una nuova dimensione sensoriale in cui i profumi erano una forma di comunicazione e di espressione. Scoprì il potere dei profumi nel creare atmosfere, nel suscitare ricordi e nel trasmettere emozioni. Pensò di condividere il suo dono. Lasciò il lavoro e aprì un laboratorio unico nel suo genere, dove creò profumi personalizzati, che riuscivano a catturare l’essenza delle persone e a raccontare la loro storia.

 

 

 

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