Ritardatari cronici


Chi sono i ritardatari cronici? Sono quelli che arrivano costantemente in ritardo, che non rispettano la puntualità. Da non confondere con i tiratardi, che amano fare tardi la notte, oppure con le persone lente o quelle che tendono a rimandare qualsiasi attività.

Chi non è mai arrivato in ritardo di qualche minuto? Alcune persone, però, sembrano vivere in condizione di perenne ritardo. Alla base del loro comportamento ci sarebbero motivazioni scientifiche. La maggior parte dei ritardatari cronici tende a sottostimare il tempo necessario per portare a termine le attività, ovvero avrebbe una percezione diversa del tempo necessario per compierle. Le personalità ricorrenti sarebbero due: una di tipo A, attiva e concentrata sul raggiungimento dell’obiettivo, l’altra di tipo B, più rilassata e più portata al ritardo. In un test in cui era richiesto di stimare la durata di un minuto, la stima degli individui di tipo A è stata di 58 secondi (quindi con un leggero anticipo) mentre quella del tipo B è stata di ben 77 secondi. L’incremento del 33% tra le due valutazioni spiegherebbe l’esistenza dei ritardatari che, di minuto in minuto, in una sola ora accumulerebbero fino a un 20 minuti di ritardo!

Per ovviare alla sottostima dei tempi necessari per compiere un’attività ci si potrebbe basare sul tempo impiegato per eseguire attività simili, oppure si potrebbe suddividere l’attività in sotto-attività e stimare il tempo per eseguire ciascuna di queste, rendendo così la stima più precisa. L’applicazione della cosiddetta correzione statistica consentirebbe di evitare di sottostimare i tempi di esecuzione di una attività sommando al tempo teorico per compierla i potenziali ritardi di ciascuna delle sotto-attività che la compongono. Una ricerca applicata alla correzione statistica ha stimato: in 40 minuti il tempo teorico per raggiungere una località fuori città; in 20 minuti la correzione statistica dovuta a traffico, parcheggio, incidenti, eventuali soste, imprevisti; e, conseguentemente, in 60 minuti il tempo di viaggio che dovrebbe essere pianificato. La ricerca ha dato i seguenti risultati: chi avesse preso come riferimento il tempo teorico di 40 minuti l’80% delle volte sarebbe arrivato in ritardo, mentre se avesse pianificato un tempo di 60 minuti il 40% delle volte sarebbe arrivato in anticipo, il 55% delle volte in orario e il 5% delle volte comunque in ritardo.

Altra possibile causa di ritardo cronico è da ricercare nella personalità dei ritardatari cronici. Un esempio tipico sono i cosiddetti multitasker che, essendo poco consapevoli della complessità delle cose da fare, tendono ad occuparsi contemporaneamente di più cose invece di concentrarsi su una di esse alla volta. La sensazione di super efficienza da loro provata sarebbe solo un subdolo inganno. I multitasker sono spesso in ritardo sul lavoro dove, per colpa loro, riunioni anche importanti iniziano sistematicamente in ritardo di cinque, anche dieci minuti, come se l’azienda avesse adottato il quarto d’ora accademico. Inoltre, il fatto che questi ritardi siano considerati normali se attribuiti a persone importanti, fa sì che per emulazione anche chi non è importante si senta in dovere di arrivare in ritardo quando crede d’essere la persona più importante della riunione.

Cosa fare per non essere ritardatari? Potremmo provare a:

–   ridurre il numero degli appuntamenti e, in generale, prendere meno impegni;

–    predisporre l’agenda con appuntamenti con un intervallo di 15-30 minuti tra la fine di uno e l’inizio dell’altro;

–   eliminare dall’agenda un appuntamento quando pensiamo di non farcela. Così arriveremmo puntuali al successivo.

Il ritardatario cronico è malato? Uno scienziato americano ritiene che siano malate le persone per le quali il ritardo cronico è parte integrante dell’esistenza, definite persone disturbate da ritardo cronico. Molto spesso, però, non si arriva cronicamente tardi per un disagio psicologico. Ci sono almeno altri due tipi di ritardatari: il ritardatario ottimista, con tantissimi impegni, che rincorre il tempo con il fine di sbrigare più attività possibili e alla fine della giornata è comunque soddisfatto di ciò che è riuscito a fare, e il ritardatario produttivo, in perenne lotta contro il tempo, sicuro di sé, di carattere forte, efficiente, competitivo e vincente, che svolge un numero di attività inimmaginabile che per esser realizzate al meglio richiederebbero che non ci si preoccupasse del rispetto dei tempi. Infine, per completezza, dovrei citare un terzo tipo di ritardatario cronico che, pur non avendo granché da fare, è comunque in perenne ritardo essendo troppo concentrato sulle proprie cose. Il più delle volte si tratta di un egocentrico che non si cura degli altri.

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