«Laura, secondo te qual è il significato di Resilienza, parola spesso abusata da giornalisti e da esponenti del governo?»
«Per me è la capacità di resistere ai problemi e in generale alle avversità della vita e riprendersi senza difficoltà. In parole semplici, la capacità di tener duro».
«La tua definizione è lontana da quella che conosco io. Ho sempre saputo che la resilienza è una proprietà dei materiali definita come l’energia assorbita da un corpo in conseguenza a una deformazione indotta da altro corpo. Si misura come la capacità di un materiale di resistere a urti fino alla rottura assorbendo energia e deformandosi. Sottolineo: fino alla rottura».
«È una definizione troppo tecnica e complicata e che, comunque, non mi è chiara. Rimango della mia opinione. Perché non senti Luigi, tuo cognato, che è uno psicologo?».
Un’ora dopo.
«Ho mandato un messaggio a Luigi che ha risposto così: “In psicologia, la resilienza è un concetto che indica la capacità di fare fronte in maniera positiva ad eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità. Sono persone resilienti quelle che, immerse in circostanze avverse, riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e persino a raggiungere mete importanti”. Devo riconoscere che quanto da te affermato è molto vicino alla definizione data da Luigi. Brava!».
«Entrambe le definizioni sono giuste. La tua è più tecnica ed è importante che sia conosciuta. Siamo entrambi bravi, amore mio».