Ho ritrovato tra i miei appunti quanto segue. Non ricordo di averlo scritto, né saprei dire chi ne sia l’autore. So però che lo condivido in pieno e che lo raccomando a chiunque voglia essere, o diventare, un grande manager.
Riunioni
Non possiamo abolire le riunioni – alcune sono davvero necessarie -, ma possiamo curarne la patologia. Queste sono le regole che ho sempre cercato di imporre – non senza fatica – nei miei progetti.
1. “No Agenda, No Meeting”.
Se l’invito non contiene un Ordine del Giorno chiaro, un obiettivo preciso e in allegato i documenti da leggere in anticipo, la riunione viene semplicemente declinata. Senza pietà.
2. Dimezzare i tempi.
Vale sempre la legge di Parkinson: il lavoro si espande fino a occupare tutto il tempo disponibile. Se programmi un’ora, consumerai un’ora. Prova a fissare trenta minuti: le divagazioni scompariranno e si andrà dritti al punto.
3. Il “triage” dei partecipanti.
Vanno invitati solo coloro che devono decidere o contribuire in modo attivo alle decisioni. Chi deve soltanto “essere informato” riceverà un verbale – breve e sintetico.
Il tempo è l’unica risorsa davvero non rinnovabile di cui disponiamo. Facciamo in modo di utilizzarlo nel modo migliore.