La moglie nuora (Daniela)


La moglie nuora e altri racconti. Copertina

A grande richiesta, di seguito troverete La moglie Nuora, il racconto che ha dato il titolo al libro La moglie nuora e altri racconti che raccoglie sedici storie briose, più o meno brevi e di piacevole lettura. Narra la storia di Luca, un imprenditore di una certa età, vedovo, attivo e sportivo, che si innamora di Daniela, la giovane moglie di Giovanni, uno dei figli. Con il sovoir-faire dei grandi corteggiatori, poco a poco la irretisce fino a farla cedere. L’ars amatoria e le disponibilità economiche di Luca convincono Daniela a chiedere il divorzio a Giovanni che accetta in cambio del controllo azionario dell’azienda del padre. Trascorso un anno, Luca sposa la ex nuora e passa con lei tempi felici fintanto che un giorno si rende conto che Daniela lo tradisce con un giovane di bell’aspetto.

La moglie nuora e altri racconti è stato pubblicato ed è disponibile presso Youcanprint. Inoltre si può trovare presso Amazon e le librerie online e fisiche di Mondadori, Hoepli, Feltrinelli, ibs.it. L’editing del racconto è differente da quello del libro a causa dei diversi programmi di scrittura.

La moglie nuora (Daniela)

Luca, bell’uomo sui sessant’anni, ancora molto attivo e sportivo, era proprietario di una rinomata fabbrica di viti e bulloni cui dedicava ormai solo metà del suo tempo, destinando l’altra metà ad attività sportive: golf, nuoto, sci e, d’estate, barca a vela. Vedovo, viveva da solo nella bella villa di famiglia. Coltivava un fisico di tutto rispetto, asciutto e aggraziato, a differenza di quello di Giovanni, il figlio trentaduenne, sposato da due anni con Daniela, che lavorava senza grande convinzione nella bulloneria. Giovanni non praticava sport se non qualche rara partita di calcetto con gli amici coi quali aveva passato la giovinezza prima di conoscere la moglie. Non avere ancora avuto figli era un cruccio per Daniela, ma non per Giovanni che si diceva desideroso di godere della libertà, ancora per qualche tempo.

Daniela era un’attraente ragazza ventiseienne, un fiore nel vero senso della parola. Non aveva bisogno di truccarsi tanto il viso era stupendo né portare il reggiseno tanto i seni erano perfetti. Aveva gambe lunghe e affusolate e il lato “b” alto e modellato come quello di molte ragazze africane. Luca si rese conto direttamente di tanta grazia il giorno in cui entrò senza bussare nello spogliatoio della piscina della villa mentre la nuora stava indossando un costume da bagno. Daniela non si era preoccupata – dopotutto era suo suocero – e, senza fretta, aveva terminato di indossarlo in sua presenza. Luca fu colpito dalla visione di Daniela e ne ebbe un grande turbamento: aveva fantasticato sul fisico della nuora ma non aveva mai avuto l’occasione di vedere tutto quel ben di Dio. Fu un colpo di fulmine. Si innamorò di Daniela e da quel momento desiderò fare l’amore con lei. E Giovanni? Non aveva un grande concetto del figlio. A differenza degli altri due, Marco e Gabriella, che lavoravano e vivevano da tempo in altre città – Marco nella finanza, a Londra, e Gabriella col marito e il figlio ad Ancona, nel settore oceanografico – Giovanni non si era mai dato molto da fare. Il colpo della vita era stato avere sposato Daniela. Nel lavoro non si era ancora distinto nonostante fosse il figlio del proprietario.

Pertanto Luca non si sentì tanto in colpa nel desiderare la nuora anche se ogni tanto gli rigirava nel cervello il comandamento “Non desiderare la donna d’altri” e ciò, essendo religioso, gli dava qualche remora. Si mise così a fare, se si può dire, una corte discreta a Daniela, senza forzare, in modo che lei sapesse e gli altri, figli, amici e servitù non capissero. Piccoli regali, complimenti gentili su quanto da lei indossato o fatto, l’offrirsi d’accompagnarla in centro con l’auto per fare acquisti – Giovanni e Daniela abitavano in campagna, appena fuori città -. Fu proprio durante una di queste scorte che, arrivati in centro, Luca chiese alla nuora di accompagnarlo a una gioielleria di fiducia per acquistarle il regalo del compleanno, che sarebbe caduto dopo due settimane. Daniela fu colpita dall’invito – il primo da quando aveva conosciuto Giovanni – e lo seguì nella gioielleria dove Luca le regalò una lunga collana di perle naturali e oro. Un oggetto di grande valore che una persona non molto competente avrebbe potuto scambiare per una bigiotteria, nonostante costasse diverse migliaia di euro. Così, quando Giovanni notò il nuovo gioiello, Daniela poté rispondere che si trattava di una bigiotteria ben riuscita che aveva acquistato di saldo. E tutto finì lì.

Suocero e nuora continuarono a frequentarsi sempre più, senza che nessun altro si insospettisse. Alcuni pensarono che Luca avesse più tempo a disposizione perché Giovanni aveva aumentato notevolmente il suo impegno in fabbrica: rientrava a casa alle nove di sera, lavorava di sabato e talvolta di domenica. Diceva che i clienti non dovevano attendere. Rimanendo Daniela sempre più sola, Luca propose a Giovanni e a lei di lasciare la casa in campagna per trasferitisi nella villa di famiglia dove Daniela avrebbe potuto avere più compagnia. Giovanni accettò con slancio, anche perché la villa si trovava a poco più di un chilometro dalla fabbrica e ciò gli avrebbe permesso di andare e tornare dal lavoro camminando e in poco tempo. Daniela non fece alcuna obiezione.

Luca stava imbastendo la ragnatela: aveva tirato i fili di sostegno che convergono al centro e ora era pronto a tessere la trama a spirale, per catturare chi sapeva. Una volta trasferiti gli sposi nella villa, Daniela e Luca ebbero più occasioni di stare insieme. Con la bella stagione si moltiplicarono le possibilità di frequentazione con l’uso della piscina, i bagni e lo spogliatoio. Daniela si sentiva lusingata dalle attenzioni e dai regali di Luca e, a dimostrazione dell’apprezzamento delle sue gentilezze, in qualche occasione lasciò che la scorgesse, di sfuggita, senza veli, nello splendore dei suoi anni e, in altre, la abbracciasse. Un giorno, dopo il bagno, al bordo della piscina, Luca spiegò a Daniela il suo stato d’animo:  “Sono passati dieci anni dalla scomparsa di mia moglie e in tutto questo periodo non ho toccato donna. Sono ancora in gamba, nonostante l’età, e tu hai risvegliato in me un desiderio assopito da tempo. Potresti essermi di grande aiuto: toccherei il cielo con un dito se, anche per una sola volta, potessi fare l’amore con una ragazza magnifica come te, per la quale provo un forte desiderio e che sogno ogni notte!”.

Daniela, in segreto compiaciuta dalle parole di Luca e dalla rappresentazione della sua situazione, rispose ringraziando per i complimenti ma di non potere accogliere l’invito che andava al di là della relazione poco più che platonica che li legava da qualche tempo. Era la moglie di Giovanni, suo figlio, che non meritava un simile trattamento. Luca insistette molto garbatamente: “La richiesta non sottintende una relazione durevole. Come detto, si tratterebbe di una volta sola, un episodio che sarebbe noto solo a noi due e di cui nessuno verrebbe a sapere. Sarei l’uomo più felice del mondo”.

Dietro la garbata insistenza di Luca, Daniela non sapeva più come comportarsi. Sicuramente la cosa non sarebbe trapelata perché entrambi non ne avevano alcun interesse. Inoltre, non sarebbe stato un grave peccato perché non si sarebbe trattato di fare l’amore con un estraneo ma con Luca, che era pur sempre della famiglia. Il giorno dopo Daniela confermò a Luca la disponibilità: “E sia, però, per una volta sola, poi … amici come prima”. Luca fu felicissimo della risposta e le propose il successivo mercoledì pomeriggio, quando la servitù sarebbe stata di riposo settimanale.

E così fu. Il giorno stabilito si incontrarono nella camera matrimoniale principale della villa e passarono un pomeriggio bellissimo. Essendo l’accordo valido per una volta sola, quel pomeriggio Luca non perse un solo colpo e di colpi ne portò a segno almeno tre. Daniela, che aveva conosciuto solo Giovanni, rimase impressionata da tanta potenza e, rapita dall’ars amatoria di Luca, espresse nel modo più affettuoso il riconoscimento per tale superba attuazione. A sua volta, a dimostrazione del suo apprezzamento, Luca le regalò una Smart che da tempo Daniela aveva desiderato per muoversi autonomamente. Luca spiegò a Giovanni di avere pensato di venire incontro direttamente al desiderio di Daniela, in modo che l’acquisto non pesasse sul loro bilancio famigliare.

Qualora pensaste che la faccenda sia terminata così, sbagliereste, come si dice …. di grosso. La sempre garbata ma decisa insistenza di Luca e, soprattutto, il ricordo, da parte di Daniela, di un lungo e duraturo godimento – mai riscontrato prima -, li portarono a incontrarsi spesso, quasi sempre nel pomeriggio di mercoledì, libero dalla servitù. In più, di quando in quando, in altro giorno della settimana, si recavano a pranzo in un paesino fuori città, lontano da occhi indiscreti, presso una locanda con alloggio, dove si riposavano qualche ora dopo il pranzo.

Giovanni, preso come non mai dalla frenesia del lavoro, trascurava sempre più la moglie, felice che avesse acquisito più confidenza con il padre e non sospettando nulla di quanto stava accadendo. Trascorsi alcuni mesi di ménage à trois, Luca decise di chiedere a Daniela di diventare la sua donna. Come fare per convincerla? A seguito di delicate indagini, concluse che Daniela avrebbe acconsentito solamente se l’avesse sposata. E come? Escluse innominabili alternative, l’unica possibilità sarebbe stata il divorzio. E nessuno avrebbe dovuto pensare che causa del divorzio fosse la loro relazione. Quindi il divorzio doveva essere concesso per colpa di Giovanni. Ma per quale colpa? Lavorare troppo o non essere troppo affettuoso con la moglie difficilmente sarebbero stati considerati elementi sufficienti per ottenere il divorzio.

A questo punto Luca decise di assegnare a un’agenzia investigativa l’incarico di acquisire informazioni sull’attività del figlio. Dopo circa un mese, il responsabile dell’agenzia presentò a Luca un rapporto completo da cui emerse che le partite di calcetto erano uno dei pretesti per incontrare Lorenzo, l’amico con il quale Giovanni intratteneva da anni una relazione! Sebbene la notizia del figlio gay non fosse stata assolutamente gradita da Luca, fu comunque una manna per i due amanti perché avrebbe consentito a Daniela di motivare la richiesta di divorzio. Avrebbe lasciato Giovanni senza alcun rimpianto, con gratitudine nei confronti di Luca per averla salvata da un futuro infelice.

Daniela richiese a Giovanni un incontro in presenza di Luca. Esordì dicendo: “Ho saputo che intrattieni con Lorenzo una relazione che risale ai tempi del liceo, tresca che mi hai sempre nascosto. Questa tendenza spiega perché in due anni di matrimonio abbiamo avuto rapporti poco frequenti e non sono rimasta incinta. Non ho alcuna intenzione di continuare con un marito che si divide tra me e l’amico e per questo chiederò il divorzio al più presto. Sono certa che me lo concederai, senza problemi, per fare chiarezza nei nostri rapporti, una volta per tutte”.

Luca, presente per volere di Daniela, a supporto disse solo poche parole: “Se questa è la situazione, peraltro a me non nota, non vedo altra alternativa al divorzio. Giovanni non puoi tenere il piede in due scarpe! Lascia libera Daniela!”.

Giovanni, sorpreso dell’atteggiamento di entrambi, rispose che ci avrebbe pensato e dato una risposta nel giro di un paio di giorni. Il giorno seguente Luca lo incontrò: gli promise che, qualora avesse accettato di concedere il divorzio, l’avrebbe nominato amministratore delegato della società. In più, essendo giunto il tempo di ritirarsi dall’attività, pur mantenendo simbolicamente la carica di Presidente, gli avrebbe ceduto gratuitamente il 60% delle azioni della società – che possedeva integralmente – lasciando il 20% a ciascuno dei fratelli. Giovanni, dopo avere consultato Lorenzo, accettò di concedere il divorzio.

Era tale l’amore per Daniela che, per averla tutta per sé, Luca aveva ceduto l’azienda creata e sviluppata in quarant’anni di lavoro. Unico grande beneficio immediato, derivante dalle concessioni fatte a Giovanni, fu il privilegio di passare ancora più tempo con lei. Daniela continuò a vivere nella villa mentre Giovanni si trasferì con Lorenzo nella casa fuori città dove aveva vissuto con Daniela. Ottenuto il divorzio, dopo un anno di rapporti discreti, più che altro per salvare la reputazione della famiglia, il padre sposò l’ex nuora. Per acconsentire al matrimonio, Daniela chiese e ottenne che le fosse intestata la proprietà della villa e assegnata una rendita mensile di diverse migliaia di euro, sotto forma di vitalizio.

Nove mesi dopo il matrimonio nacque Gianluca: il bambino era figlio di Luca, di cui avrebbe potuto essere nipote e fratellastro di Giovanni, di cui avrebbe potuto essere figlio. Luca era rinato a nuova giovinezza, fiero di essere ancora padre, nonostante l’età, e di avere per moglie una donna affascinante che tutti gli amici gli invidiavano. Uno di questi un giorno gli fece uno strano discorso a proposito delle signore che vanno a fare acquisti e che talvolta si fanno suggerire cosa comperare da un amico. “Vuoi dire amica, immagino”. “No, no, amico”.

Insospettito dal discorso, il giorno seguente Luca seguì Daniela al centro della città dove si era recata, come altre volte, a fare acquisti, dopo avere lasciato Gianluca alla tata. Aveva detto a Luca che non sarebbe tornata per pranzo perché aveva un impegno con un’amica. Luca parcheggiò l’auto e seguì Daniela che, lasciata la Smart, raggiunse i portici della piazza, entrò nella gioielleria dove tempo addietro le aveva acquistato la collana di perle e, dopo qualche minuto, uscì dal negozio con Roberto, il figlio del gioielliere. Luca pedinò la coppia fino al garage dove Roberto aveva parcheggiato l’auto e li vide andarsene. Non fece in tempo a seguirli perché aveva parcheggiato l’auto a un centinaio di metri di distanza dal garage.

La settimana seguente Luca pedinò di nuovo Daniela che gli aveva detto che sarebbe andata a fare acquisti e poi a pranzo con un’amica. Questa volta lasciò l’auto in prossimità del garage usato dal figlio del gioielliere e quando i due, lasciata la gioielleria, salirono sull’auto, li seguì con la sua, mantenendosi a rispettosa distanza. Uscirono dalla città in direzione a lui nota, per giungere, poco tempo dopo, alla locanda dove aveva passato bellissimi pomeriggi con Daniela, prima del loro matrimonio!

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