Proposta di assunzione


«Pronto? … Ciao, come stai? … Che piacere! …».

«Te lo passo subito, … non ti preoccupare …, ciao».

«?!?».

«È Giovanna, la sorella di mio cognato Giorgio. Vorrebbe chiederti un consiglio».

Luciana passa il cellulare a Enrico che sta facendo colazione.

«Pronto, ciao, si mi ricordo, ci siamo visti al battesimo di vostro nipote, Ludovico … ricordo bene?».

«Sì. Lui. Sono in viva voce con Guido che ti saluta tanto».

«Ciao Enrico!».

«Ciao Guido, come stai?»

«Come accennavo a Luciana ti stiamo disturbando per un consiglio per nostro figlio Luca. Pensiamo che tu possa darci un grande aiuto».

«Non preoccuparti Giovanna, dì pure».

Giovanna racconta del figlio quarantenne, laureato, che lavora da quindici anni come responsabile commerciale in un’azienda che produce articoli in pelle di alta moda: «Grande lavoratore, sposato con due figli, è molto impegnato a seguire clienti importanti in Italia e negli Stati Uniti, Medio Oriente e Cina. Il lavoro, cui si dedica con passione, lo assorbe al punto da lasciargli solo qualche weekend con la famiglia. Recentemente ha maturato la decisione di lasciare l’azienda per mancanza di supporto da parte della direzione, in particolare nelle recenti aperture delle filiali di San Francisco e Shanghai. La settimana scorsa è stato contattato da un’azienda che opera in un settore affine, con una gamma di prodotti completa, che gli ha offerto la posizione di direttore commerciale. Luca è molto interessato anche perché l’azienda vorrebbe aprire negozi all’estero, nei paesi dove è già presente. Questa nuova attività lo ha stimolato al punto da essere propenso a lasciare il posto attuale. Ce l’ha accennato ieri per telefono e verrà domani a raccontarci tutto. Penso che voglia avere un conforto».

«Luca non ha esperienza nel cambio del posto di lavoro, non l’ha mai fatto», aggiunge Guido, «ed è per questo che abbiamo pensato di disturbarti».

«Non preoccupatevi, ho inteso bene il tema. Vi darò il mio parere, che non è di esperto nel cambio di posto di lavoro – sto nella stessa società da più di quarant’anni – bensì dal punto di vista di chi riceve le dimissioni. Qual è il suo inquadramento?».

«Quadro, da diversi anni», precisa Guido.

«Immagino che Luca, da quindici anni nell’azienda, sia benvoluto e noto per la sua instancabile attività. Probabilmente non si è mai lamentato della sua situazione, quindi non gli hanno dato alcun supporto secondo i canoni classici della gestione del personale. È anche probabile che non abbia mai dato le dimissioni e quindi non è detto che le sue siano accettate senza reazioni da parte dell’azienda. Piuttosto Luca si dovrebbe aspettare un rilancio, una controproposta con aumento degli emolumenti, migliore inquadramento nonché promesse di maggior supporto. Pertanto, le dimissioni potrebbero essere utili per ottenere un miglioramento generale delle condizioni, anche importante. Qualora, come dite, l’obiettivo delle dimissioni fosse il cambio di azienda, considerati i buoni rapporti che avrà instaurato da tempo con la direzione, sarebbe opportuno che preparasse una motivazione inoppugnabile per evitare d’essere irretito dalle sirene. La motivazione dovrebbe avere una forte componente irrazionale in modo che la decisione di lasciare l’azienda sia giudicata incontrovertibile».

«Tutto chiaro», commenta Giovanna. «Come dovrebbe presentare le dimissioni? Le deve anticipare verbalmente?».

«Assolutamente no, e devono essere scritte, pressappoco così: “Il sottoscritto con la presente conferma le sue dimissioni a far data dal …”. Potrebbe aggiungere, ma non è necessario, un riferimento agli anni passati nell’azienda. È invece fondamentale, prima di presentare le dimissioni che la nuova azienda gli faccia avere la lettera di assunzione sia per fissare in dettaglio le condizioni di lavoro convenute, sia per evitare di trovarsi spiazzato nell’ipotesi che le dimissioni siano accettate senza rilanci».

«Certo, questo è molto importante», interviene Guido. Quale contenuto dovrebbe avere la lettera?»,

«Dovrebbe contenere: la data di decorrenza dell’assunzione, la durata del preavviso, la posizione nell’ambito dell’azienda, il contratto di lavoro, l’inquadramento di dirigente all’atto dell’assunzione o, eventualmente, alla fine di un periodo di prova di durata definita, le condizioni economiche: emolumento, benefit quali auto aziendale, assicurazione medica».

«Luca dovrebbe chiedere garanzie sull’assunzione nella nuova azienda?», chiede Giovanna.

«No, la lettera di assunzione è di per sé una garanzia».

«Caro Enrico, ti ringraziamo moltissimo. Guido oggi si incontra con un suo amico che ha avuto importanti esperienze di lavoro. Io, invece, ho pensato a te sia perché siamo parenti, anche se alla lontana, sia perché sei un manager di un importante gruppo e hai scritto libri sul management»

«Vi ringrazio d’avere pensato a me. Mi ha fatto molto piacere sentirvi. Salutatemi Luca e ditegli in culo alla balena per conto mio!».

P.S.: Luca, dopo essersi consultato con la moglie presentò la lettera di dimissione non appena ricevuta la lettera di assunzione da parte della nuova azienda. Non riuscì, o non volle, resistere come fece Ulisse, alle sirene. Ottenne la dirigenza, un buon amento di stipendio e la promessa di un supporto che, alla fine, si tradusse nella concessione di un giovane assistente.

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