L’equivoco


Racconto inedito che sarà pubblicato nel libro provvisoriamente intitolato Storie brevi. Trae spunto da un fatto realmente accaduto qualche anno fa. Un manager milanese, sposato con figli, rivede dopo dieci anni una ex fiamma da lui rispettata in ogni senso durante il fidanzamento e dalla quale, causa una scivolata d’ala della madre, era stato lasciato. Si incontrano sul lago di Como e fanno l’amore con passione come avrebbe voluto fare se solo avesse potuto. Quando lei viene a sapere il motivo dell’astinenza durante il fidanzamento, gli dà una notizia che lo lascia basito.

L’equivoco

Federico, sui quarant’anni, manager rampante di una società di telecomunicazioni con base a Milano, era sposato da cinque anni con Mariangela, una bella e cara ragazza, figlia di un industriale di Bergamo. Avevano due figli, di quattro e due anni. Vivevano a Milano in centro città.

Un giorno di settembre, a una cena di lavoro Fede fu presentato alla moglie del direttore vendite della controparte. Era, niente po’ po’ di meno, che Francesca, una sua ex fiamma, ora trentacinquenne. Bionda, alta e snella, ancora una splendida ragazza. Alla cena c’era anche Mariangela che subito si ingelosì, gli lanciò sguardi allarmati e per ripicca cominciò a civettare con il marito di Francesca seduto al suo fianco.

Fede aveva sempre avuto due fidanzate: una che rispettava in ogni senso e l’altra con la quale aveva rapporti in ogni senso, come si usava ai tempi di suo padre. C’era stato un momento in cui entrambe le fidanzate si chiamavano Francesca. Una volta la madre di Fede rispose al telefono e chiese: “Quale Francesca sei, quella di Milano o di Como?”. Grande scompiglio perché la bellissima Francesca incontrata a cena si offese e lo lasciò. Nonostante diversi tentativi Fede non potè fare nulla per evitare che quel fiore di ragazza lo abbandonasse. L’altra Francesca non se la sarebbe nemmeno presa!

Dopo qualche giorno dalla cena l’ex fiamma gli telefonò. Voleva che si incontrassero da soli. Presero un aperitivo in Piazza Garibaldi. Ricordarono il passato, i tempi felici trascorsi insieme l’estate a Cala di Volpe, l’inverno a sciare a Skt. Moritz e l’anno seguente a Venezia per il Carnevale. Decisero di rivedersi e fissarono un appuntamento a Cernobbio, al ristorante dell’Hotel Villa D’Este, entrambi con l’obiettivo non dichiarato ma implicito di fare seguire al pranzo la siesta. Organizzò tutto Francesca.

Pranzo ottimo e vino di qualità, anche se non sarebbe stato necessario e, subito dopo, a passo veloce in camera. Grande vista sul magnifico lago di Como, con la sinfonia di colori che il panorama sfodera sempre in autunno.
Entrambi lo desideravano. Dieci anni prima Fede non aveva voluto fare l’amore con lei. Pensava che non si dovessero avere rapporti con la fidanzata da sposare, che sarebbe dovuta arrivare vergine al matrimonio. Lei, invece, voleva toccare con mano come Fede si sarebbe comportato dopo dieci anni. Fecero l’amore con passione, dopotutto erano ancora giovani. Alla fine Francesca, dopo l’intenso godimento, gli chiese:
“Mi vorresti spiegare perché ai tempi non abbiamo mai fatto l’amore?”
Quando Fede le svelò il motivo rispose:
“Sei stato poco furbo. A quel tempo facevo l’amore con Carlo e Giovanni”.
E Carlo e Giovanni erano suoi “cari” amici!

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