Causalità e casualità


«È incredibile» disse il professor Rinaldi, scrivendo lentamente due parole sulla lavagna.

CAUSALITÀ

CASUALITÀ

«Guardatele bene.»

Gli studenti le osservarono. Erano quasi identiche.

«Quanti caratteri le distinguono?»

Una ragazza alzò la mano.

«Uno solo, professore. Una s.»

«Esatto. Una sola lettera. Eppure tra queste due parole si apre uno degli abissi più profondi del pensiero umano.»

Lasciò trascorrere qualche secondo.«La causalità sostiene che ogni effetto abbia una causa. La casualità afferma invece che certi eventi dipendono dall’incontro imprevedibile delle circostanze.» Fece una pausa, per enfatizzare la distinzione. «Una s. Solo una s.

Terminata la lezione, il professore uscì dall’università. Il cielo era sereno. Decise di attraversare il parco invece di seguire il viale principale, una scelta senza alcuna ragione particolare. Lungo il percorso scorse per terra un portafoglio. Lo raccolse. All’interno trovò il documento di una signora che abitava a poche centinaia di metri di distanza, e decise di andare subito da lei. Lei lo ringraziò con grande calore e insistette perché entrasse a bere un caffè. Durante quella mezz’ora arrivò il figlio della signora. Era un editore. Parlando del più e del meno, il professore raccontò di aver appena terminato un saggio rimasto incompleto per anni nel cassetto. L’editore volle leggerlo.

Qualche mese dopo il libro venne pubblicato. Ebbe un successo inatteso. Intervistato da un giornalista, il professore ricostruì l’intera vicenda. «Se quel giorno non avessi attraversato il parco…» Il giornalista sorrise. «Quindi è stato il caso.» Il professore rimase in silenzio, poi disse soltanto: «Forse.» Quella sera, tornando a casa, ripensò alla sequenza degli eventi. Aveva attraversato il parco. Aveva trovato il portafoglio. Aveva conosciuto l’editore. Aveva pubblicato il libro. Ogni episodio nasceva dal precedente come gli ingranaggi di un orologio. Eppure il primo passo? Perché aveva scelto proprio quel percorso? Per stanchezza, per il sole, per evitare il traffico, o semplicemente per caso? Più cercava una spiegazione, più la distinzione sfumava. La causalità sembrava impossessarsi della casualità. La casualità sembrava travestirsi da causalità.

Anni dopo, ormai anziano, il professore scrisse ancora una volta le due parole e le osservò a lungo. Gli sembrò quasi crudele che una sola lettera dividesse due idee tanto lontane. Poi sorrise. Forse il dizionario aveva ragione a distinguerle. Era la vita a divertirsi nel confonderle. Gli uomini, quando qualcosa va bene, cercano sempre una causa. Quando va male, parlano di sfortuna. E raramente accettano che la realtà sia un intreccio continuo di causalità e casualità. In fondo, la minuscola “s” non separa soltanto due parole. Separa due modi di guardare il mondo. E forse la saggezza sta proprio nel sapere che non sempre siamo in grado di dire da quale delle due parti ci troviamo.

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